Tempo di Gru. 15/04/2012
Come ogni anno ad inizio aprile, sono arrivate le Gru. Non da sole, va detto: assieme a loro arrivano i cigni selvatici, i quattrocchi, gli smerghi e le oche del Canada a riempire ogni precoce squarcio in quella lastra di ghiaccio che è ancora, e per qualche giorno ancora sarà, il lago. E nei giardini fringuelli, peppole, organetti e lucherini a sventagliate, a battaglioni. Le gru, però, sono speciali. Speciali per gli animali che sono, e speciali perché sono qui, fuori di casa; posso sentirle cantare dal mio giardino, mentre esplodono i loro versi squillanti da una riva distante, e non crederesti mai che suoni tanto potenti possano uscire da colli così esili e aggraziati. Arrivano a gruppetti o a coppie, e pascolano lentamente sulle rive scoperte. Qualcuna ripartirà a breve, diretta verso altre acque più a nord; altre si fermeranno in zona, e sceglieranno un acquitrino qui intorno per nidificare. Si possono vedere lungo tutte le rive: qui vicino una coppia che accenna ad un passo di danza; dietro ad essa un gruppetto lontano, in cielo una famiglia che plana verso un litorale fuori vista, e ogni volta che incrociano uno sguardo ecco partire un concerto di trombe che si disperde con un’eco. Gli scatti che seguono non hanno altra pretesa che non essere delle foto ricordo di compagne di viaggio così speciali. 5 Comments Geometria naturale. 02/04/2012
Devo essere onesto: non ho idea del perché non ci abbia pensato prima. Oltretutto, la neve è decisamente uno dei prodotti tipici dell'inverno svedese; forse averla intorno per sette mesi all'anno me l'ha fatta dare per scontata, non saprei. Resta il fatto che solo a gennaio scorso, dopo cinque inverni a Särna, ho pensato di verificare se fosse possibile ottenere foto dignitose dei cristalli di neve, e farlo con un'attrezzatura domestica, diciamo cosí. Mi sono reso conto di avere già in casa tutto il necessario: un treppiede, un flash, un ottica macro da 105 mm ed un anello adattatore che mi permettesse di accoppiarlo - filetto contro filetto - ad un economico 50 mm, in modo da raggiungere elevati rapporti di riproduzione. Una serie di oggetti non fotografici che si trovano in qualsiasi casa ha poi completato il set di ripresa. L'unica cosa che mancava era... la neve; non una neve qualsiasi, ovviamente, perché di quella ne abbiamo a palate (letteralmente, la mia schiena lo sa). Ci sono condizioni specifiche che facilitano la caduta di neve in cristalli singoli e ben formati: l'assenza di vento in quota, le temperature tra i meno 10 e i meno 15 gradi, e probabilmente qualche altro fattore meteo che mi sfugge, ma che sospetto legato più direttamente alla cara, vecchia buona sorte. Senza la quale, si sa, anche la miglior tecnica è impotente. E, naturalmente, occorre che queste condizioni si ripetano per diversi giorni, in modo da avere le maggiori possibilità di trovare dei buoni cristalli (cosa per nulla scontata) con una certa continuità. Da questo punto di vista il clima di Särna si è rivelato un aiuto perfetto; dopodiché si è trattato solo di avere una buona lente di ingrandimento e molta pazienza (e vestiti caldi). Ho cosí messo insieme una galleria di scatti che mi sono serviti come studio di fattibilità, e che mi riprometto di provare a migliorare nei prossimi inverni. Eccone alcuni, e perdonate un watermark più invadente del solito. Geometria rurale. 31/03/2012
Non sempre si ha qualcosa di significativo, o anche solo di interessante, da scrivere a proposito di ogni singola immagine, ed allora ci si limita a proporre qualcosa ritenuto sufficientemente piacevole da essere condiviso. È il caso di questo compitino di geometria compositiva che risale a diverse settimane fa (quando ancora c’era neve). Una giornata alle corse. 19/03/2012
Qualche giorno fa Särna ha ospitato, come è tradizione in questo periodo dell’anno, la Polardistans, una delle più importanti corse europee con cani da slitta; forse la più dura considerando che i partecipanti devono correre in totale autonomia (in una gara lunga 300 km nella sua categoria più impegnativa), trasportando equipaggiamento e cibo con se’. Quaranta equipaggi da tutto il continente hanno partecipato, trovandosi a lottare contro un blizzard notturno che ha costretto molti di essi al ritiro. Poco o nulla a che vedere coi miei soggetti consueti, ma mi è davvero piaciuto far parte dell’evento e testimoniarlo. Qui una breve galleria di scatti alla partenza e lungo i primi tratti del percorso. Dimenticavo: a chi ama cani e slitte potrà interessare questo diario della mia spedizione in slitta in Lapponia, ospitato nella sezione Articoli di Exuvia. Nuvoletta. 01/03/2012
Il lago di Särna in una sera di fine febbraio; il paese resta defilato in modo discreto sulla riva immediatamente opposta, già avvolto nell’ombra. È stato un febbraio caldo, il più caldo nei cinque anni della nostra vita qui: il degno epilogo di un inverno temperato che aveva seguito a sua volta un autunno estremamente mite. L’inizio di marzo rappresenta l’ingresso nella Gidádálvve (la primavera-inverno), una delle otto stagioni dei Sami: la luce diurna è aumentata quasi per magia, sia per durata che per intensità; il sole splende alto e le escursioni termiche tra giorno e notte sono notevoli. Al punto che l’energia solare riesce a sollevare una spessa nebbia vespertina su un lago ancora saldamente ghiacciato, che tale resterà sino a fine aprile. La stessa energia ha alimentato per ore quella corrente termica sulla collina là in fondo, che trova ancora la forza di issarsi sulla sua verticale e condensarsi in un'atmosfera sempre più fredda man mano che il sole cala. La piccola nuvola appare d’improvviso, accendendosi dell’ultima luce. Pochi minuti, appena sufficienti per prendere uno scatto e contemplare la scena, prima che la sagoma del monte Fulufjället a occidente faccia sparire entrambi nel crepuscolo a venire. Macchia nera. 25/01/2012
Un gallo cedrone maschio, sorpreso a piluccare aghi di pino, spicca sull'arazzo candido fatto di neve, galaverna e cielo lattiginoso. Come sempre, cliccate sulla miniatura per ingrandire. In questo caso, a maggior ragione. Cartoline da Särna. 12/01/2012
Un poker di immagini prese ieri nel villaggio, per il primo post dell’anno nuovo; niente più di quanto asserisca il titolo: cartoline, nessuna pretesa di fare Bella Fotografia, ma solo un modo di raccogliere momenti, luci e scorci, tramutarli in ricordi e condividerli con amici o visitatori occasionali, augurando a tutti un buon 2012. Bosco natalizio. 20/12/2011
Alla fine la neve si è posata anche sulla Svezia centrale - e non poteva essere altrimenti - sebbene ancora in quantità poco “scandinave”. Abbastanza da giustificare un’uscita per boschi; non abbastanza da concedere inquadrature dei medesimi in linea con quell’effetto di stilizzazione e semplificazione da “winter wonderland” che i paesaggi innevati in genere garantiscono (e che io in genere mi aspetto). Con un livello del manto insufficiente, cespugli e rami del sottobosco restano ben visibili a sporcare l’essenzialità dell’insieme. Ho pensato cosí di ricorrere al buon vecchio mosso intenzionale, in modo da diluire le “impurità” mantenendo al tempo stesso ben visibile il lato degli alberi incrostato di neve (situazione che aspettavo da tempo): in ogni caso non avrebbe mostrato alcun dettaglio. Lame di luce del tramonto arricchivano uno scenario di per sè affascinante. Quando si ha a che fare con foto cosi simili, è difficile dire quale sia migliore delle altre, quale meriti la palma di “bella foto”; qui, probabilmente, nessuna delle tre, ma questo è quello che passa il convento dicembrino sino ad oggi. E per restare nel campo delle somiglianze, i piú attenti ne ravviseranno tra la seconda foto e il mosso di questa serie: se gli elementi dell’immagine sono simili, semplici e ridotti nel numero (i tronchi, nel nostro caso), le regole di una composizione equilibrata possono portare a fotografie che si somigliano. Sono gli altri parametri in gioco (luce, colore) che in questi casi fanno la differenza. La fotografia è come la musica (e mi piacerà tornare su questo argomento): i parametri in gioco sono in numero finito, ma le loro combinazioni sono sconfinate. A proposito: Buone Feste a tutti. O meglio: God Jul och Gott Nytt År! Aghi a colazione. 03/12/2011
Ieri ho incontrato una femmina di Gallo cedrone particolarmente amichevole e collaborativa. Anziché limitarmi allo scatto furtivo e di rapina che di solito accompagna questi incontri fortuiti (e che lascia sempre l'amaro in bocca, dal punto della gratificazione personale e del rapporto empatico col soggetto), ho approfittato della sua disponibilità per fermarmi ed osservarla a lungo. Ed ammirarla: il corpo massiccio, perfetto per trattenere il calore, è anche un capolavoro di mimetismo, splendido nelle sue tinte calde e marezzate che culminano nel bavaglino fulvo; le zampe fittamente piumate dagli artigli potenti; il becco, strumento ideale per tagliare manciate di aghi dai rami dei pini, aiutandosi con una marcata torsione del collo: un movimento apprezzabile in uno degli scatti della sequenza che potete vedere dopo il break (cliccare su Read More). Ho trascorso tre quarti d'ora in compagnia di questo magnifico animale, rimanendo discretamente defilato; durante questo tempo si è limitato a sbirciare saltuariamente quella sagoma sconosciuta che emetteva strani fruscii a 6 fotogrammi al secondo. Fino a quando non ha deciso, per una volta in piena tranquillità e autonomia, che fosse giunto il momento di trasferirsi su un altro albero. Giocando col ghiaccio. 03/12/2011
![]() Ragni di ghiaccio L'assenza di neve perdura. Il paesaggio mantiene un aspetto del tutto atipico per l'inizio di dicembre: guardando la foresta di conifere sarebbe praticamente impossibile dire se ci troviamo in maggio oppure alla fine dell'autunno, senza guardare al calendario. C'è ancora spazio, quindi, per i giochi del freddo: pochi gradi sottozero sono sufficienti perché le rive del lago di Särna - e di qualsiasi altro specchio d'acqua della regione - si trasformino in tele di quadro sopra le quali il ghiaccio pare divertirsi a disegnare forme ogni volta più sorprendenti. Ecco quindi un paio di scatti ad integrare idealmente la raccolta dello scorso anno "Dieci di ghiaccio", realizzata nelle medesime circostanze, e che potete vedere qui, nelle Cronache del 2010. Qui a fianco la superficie dell'acqua si è solidificata con un fenomeno di cristallizzazione che ha creato forme geometriche e regolari: accade quando le temperature si abbassano di colpo nel giro di una sola notte, passando da poco sopra allo zero ai meno dieci gradi. ![]() Onde A Särna, il lago offre delle piccole ma deliziose spiagge di sabbia fine, disposta ordinatamente dal vento e dalla pur minima risacca secondo quelle classiche, minute ondulazioni che uno si aspetta dalla sabbia, a qualsiasi latitudine. L'acqua che le penetra e le allaga è la prima a congelare, creando un doppio disegno di sinuosità speculari al di sotto di un esile strato di ghiaccio perfettamente trasparente, al punto da risultare invisibile in foto. Se non fosse che, su di esso, si posa la sabbia ancora libera spinta dal vento, che prende la forma di lunghe strisce dorate. Queste si muovono rotolando sul ghiaccio con moto ondeggiante - in tutto e per tutto simile a quello di un serpente - e corrono per tutto il lago: uno di quei rarissimi momenti in cui rimpiango di non avere sottomano una videocamera. La neve è prevista a brevissimo termine, e una volta caduta non ci sarà più modo di giocare col ghiaccio fino all'ottobre dell'anno prossimo; questi sono gli ultimi scatti dell'anno di questo tipo. |






































RSS Feed